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Uno sguardo ampio e speranzoso

Intervista a Sonia Iacoangeli, laureata ICoN

Dall’ultima volta che abbiamo intervistato Sonia sono passati 4 anni e molte cose sono cambiate. Innanzi tutto non abita più in Sudafrica... e poi si è laureata! Ora punta alla specializzazione: è stata accettata dall’Università socia di Roma Tor Vergata e seguirà il corso magistrale per la Laurea in lingua e cultura italiana per l'accoglienza e l'internazionalizzazione. Siamo molto felici per lei e l’abbiamo contattata per farci raccontare tutto.

Sonia, dove vivi ora? Quali paesi hai aggiunto alla tua “collezione”? Che cosa ti è piaciuto di più dei paesi in cui hai vissuto?

Ciao Maria Chiara e grazie per questo invito che accolgo sempre con piacere! Da circa tre anni vivo a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti e sono molto bene inserita nonostante siamo in attesa di conoscere la nostra prossima destinazione per spostarci ancora alla fine del prossimo anno. Prima di arrivare qui, io e mia figlia abbiamo vissuto un anno in Spagna, nel bellissimo sud andaluso, tra Malaga e Marbella ed è stata una esperienza intensa che ci ha insegnato nuove cose. È stata una piccola sfida, un passaggio non privo di difficoltà prima di arrivare a Dubai e riunire nuovamente la nostra famiglia dopo una parentesi lavorativa che aveva forzatamente interrotto la nostra unione.

 

Dubai - Emirati Arabi Uniti

 

Ho amato intensamente ogni paese in cui ho vissuto, anche gli espatri più faticosi sono stati per me motivo di crescita, di meraviglia, di memorie faticose ed emozionanti. Conservo ricordi straordinari di ogni luogo in cui sono stata e che ho sentito “casa” e da ogni esperienza vissuta sono riuscita ad attingere tutto ciò che ho potuto, come a una fonte inesauribile di sorpresa e conoscenza. Il Sudafrica resta il luogo del cuore, in cui mia figlia è vissuta più a lungo e dove amicizie ed emozioni profonde sono ancora stabilmente vive e presenti in tutti noi. Ciò che lì abbiamo costruito perdura, nel nostro modo di guardare al mondo, in alcune nostre abitudini, nel modo di esprimerci in famiglia, in quello “sguardo” un po' più ampio e speranzoso che proprio lì abbiamo imparato a esercitare, nel sentirci con orgoglio e stupore connessi a un universo ben più complesso e sfaccettato di quello visibile al nostro orizzonte.

 

Dubai - Emirati Arabi Uniti

 

Anche qui a Dubai mi sono sentita accolta dalla grande comunità internazionale di questa città; convivono qui moltissime nazionalità tra cui inglesi, tedeschi, russi, indiani, francesi in un melting pot straordinario in cui mi sento a mio agio e in cui sono felice di vivere e lavorare. Qui tutto è cambiato ancora una volta, come all'inizio di ogni nuovo espatrio e nuovi assestamenti si sono resi necessari per apprezzare appieno il paese e ciò che ha da offrire. Io continuo ad apprezzare ogni mutamento, ogni frammento di esperienza lungo la mia via e naturalmente ogni persona e luogo che qui incontro, con cui condivido qualcosa, nel bene e nel male.

 

Dubai - Emirati Arabi Uniti

 

La tua tesi di laurea era su un argomento molto particolare ed è stata molto apprezzata dalla commissione. Vuoi parlarcene un po’?

La mia tesi proponeva un'analisi delle varie forme di code-switching e la relazione tra commutazione di codice infantile italiano-inglese e identità, offrendo in ultimo un piccolo contributo personale, tratto da tre anni di osservazioni e registrazioni spontanee di dialoghi familiari, in particolare tra me e mia figlia, cresciuta nel mondo tra Bulgaria, Repubblica Ceca, Sudafrica, Spagna ed Emirati Arabi Uniti.

 

Dubai - Emirati Arabi Uniti

 

Ho lavorato molto alla mia tesi e mi sono appassionata all'argomento da quando la mia bambina, ancora piccolissima, ha iniziato a parlare: nel suo modo di scegliere una lingua al posto di un'altra, nella apparente imprevedibilità dei suoi code-switching, nell'assoluta libertà linguistica del suo esprimersi ho riscoperto un mondo di straordinaria potenza e ricchezza lessicale che mi ha inevitabilmente sospinto verso molteplici domande a cui ho cercato di trovare risposta (alcune risposte le ho trovate, molte altre sono ancora da scoprire). Da lei ho imparato che il bilinguismo è sempre risorsa e la doppia appartenenza linguistica (e culturale) porta con sé ulteriori mondi emozionali, sociali e psicologici che abbiamo il dovere di riconoscere, comprendere e supportare. Quel mix linguistico inizialmente incomprensibile dei suoi primi anni di vita, a metà tra l'italiano e l'inglese, inserendo ogni tanto anche qualche parola di lingue apprese in ordine sparso, si è trasformato in uno strumento potente di costruzione identitaria, espressione di sé e conoscenza dell'ambiente circostante. 

 

Dubai - Emirati Arabi Uniti

 

Ho dedicato il mio lavoro a Rosa e a tutti i bambini bilingui che nati e cresciuti all'estero, in contesti multiculturali e plurilingui, sentono il peso di categorizzazioni sociali e culturali che forzatamente devono collocarli in un luogo o in un altro, in qualche confine noto e forse più rassicurante che però non basta a rappresentarli, a farli sentire ugualmente degni di entrambi i mondi linguistici e culturali a cui appartengono. Ciò che emerge con forza da questa esperienza e da molti studi di psicolinguistica è la grande complessità del fenomeno del CS e del bilinguismo e come la loro comprensione e interpretazione possa risultare assai ardua se non teniamo conto dei tantissimi fattori contestuali, individuali e sociali che direttamente coinvolgono e influiscono sul CS. I bambini bilingui non sono affatto un “meticciato culturale” in cui ogni sfumatura della propria lingua, cultura e identità perde significato e particolarità; essi al contrario rappresentano una sintesi straordinaria di un qualcos'altro che fortunatamente sfugge a un'idea di “confine” e che certamente non sminuisce né minaccia la loro integrità psicologica o sociale. La loro mente biculturale non ha confini, non mescola, non disperde e non confonde nulla, semplicemente “è” essendo una dimensione pratica e non teorica, ed esiste e si manifesta con i suoi tratti unici come parte di entrambe le culture di riferimento.

Nel 2016 ci raccontavi che il corso di laurea ICoN ti stava aiutando molto per la tua professione di insegnante, a Pretoria. Insegni ancora? Come sono cambiate le cose?

Dopo il Sudafrica ho smesso di insegnare e mi sono dedicata più approfonditamente ai miei studi, ampliandoli quando ho potuto. I piuttosto frequenti trasferimenti esteri non mi hanno aiutata a mantenere una certa continuità lavorativa e per questo motivo ho cercato di concentrarmi il più possibile sullo studio. Arrivata a Dubai ho comunque lavorato saltuariamente come interprete italiano-inglese per una compagnia, le conoscenze linguistiche precedenti e il corso di studi ICoN che nel frattempo proseguiva mi hanno aiutato a riorganizzare delle possibili alternative e degli sbocchi lavorativi ugualmente interessanti e coinvolgenti. I miei studi con ICoN hanno contribuito ad ampliare i miei pensieri, a rendere la mia mente attiva, viva e curiosa e sempre disposta ad apprendere, a conoscere, a espandere punti di vista e pensieri verso ulteriori, sempre nuovi (e sempre più grandi) obiettivi da realizzare.

Infine, il corso di laurea magistrale: una nuova sfida! Come l’hai scelto, e che cosa ti aspetti? Quali obiettivi hai per il futuro?

Sono molto felice di aver intrapreso questo nuovo percorso sebbene al momento sto solamente preparando due esami e quindi devo ancora misurarmi con il programma, le prove orali e i rientri in Italia per gli esami in presenza. È decisamente una sfida per me, tra i molti impegni familiari e non solo mi rimetto in gioco ancora una volta grazie al supporto di mio marito e mia figlia, sempre al mio fianco in tutte le mie scelte. Ancora una volta mi propongo di realizzare un altro desiderio.

 

Dubai - Emirati Arabi Uniti

 

L'università di Tor Vergata ha presentato la Laurea Magistrale in Lingua e Cultura Italiana a stranieri per l'accoglienza e l'internazionalizzazione che ho avuto modo di conoscere tramite ICoN. L'ho scelta dunque perché sin dall'inizio avrei voluto proseguire gli studi e completare il mio percorso di studi con la magistrale. Per questa scelta devo ringraziare in particolare la mia tutor Chiara Mandosso (che mi ha aiutata e seguita moltissimo durante i miei studi e la stesura della tesi) e il mio relatore prof. Mirko Tavoni; al termine della mia discussione infatti mi sono sentita stimolata e spronata a continuare e approfondire i miei studi di linguistica. Quale miglior occasione di questa magistrale? Grazie ai miei professori, a quell'ascolto pieno di interesse verso l'argomento della mia tesi, ho sentito ancora una volta la forza e la bellezza che solo la conoscenza e la continua formazione ed esplorazione di sé possono dare.

Da questo corso mi aspetto ciò che già intravedo nei programmi ossia una grande scelta di materie che “scavano” ed esplorano a tutto tondo gli argomenti che sono in stretta relazione con la pratica e la teoria didattica dell'italiano come L2/LS. Sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla varietà degli esami a scelta che di fatto permettono di costruire un piano di studi su misura per soddisfare appieno le proprie esigenze formative in vista della specifica posizione lavorativa che si intende ottenere una volta completato il percorso di studi. Il futuro? Ovunque andrò tornerò all'insegnamento certa di una più grande e completa preparazione e l'inglese, che affianca l'italiano nella mia quotidianità e nel mio lavoro, troverà una più giusta collocazione e un più ampio significato persino nella pratica traduttiva, per me inevitabile anche nell'insegnamento dell'italiano come lingua L2/LS.

Sappiamo che il corso di Tor Vergata è in modalità blended, con una consistente parte di attività online, perciò si configura bene come proseguimento della laurea ICoN. Tu come ti senti davanti a questo nuovo percorso? Quali sono le tue prime impressioni?

Le attività a distanza sono organizzate molto bene grazie a una piattaforma innovativa di chiaro accesso e ricca di opzioni e contenuti. Ho la possibilità di accedere a più pagine web dell'università, inclusa la mia personale, dove ogni giorno posso condividere pensieri, idee e dubbi con professori e studenti del mio corso. La prof.ssa Nardi, coordinatrice del corso, ha presentato il corso in un Webinar di due ore molto interessante durante il quale ha spiegato nel dettaglio come “muoversi” all'interno della pagina web del corso e alcuni dettagli relativi all'organizzazione del corso di laurea LICUS.

 

Dubai - Emirati Arabi Uniti

 

Il percorso è impegnativo ma estremamente interessante, ricco di possibilità e sono davvero felice di aver subito ripreso gli studi. Le materie in particolare sono molto specifiche e in stretta relazione all'indirizzo di studio come ad esempio diritto della migrazione e dell'accoglienza, antropologia dell'intercultura, metodologie partecipative per la formazione degli adulti e molte altre. C'è davvero l'imbarazzo della scelta! Naturalmente si è seguiti nella costruzione del piano di studio e i docenti consigliano, in base alla propria formazione e alle proprie esigenze, quali materie potrebbero essere incluse così da seguire un percorso didattico mirato e adatto ai piani futuri di ciascuno studente.

 

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