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Lingua italiana, valorizzare e investire

Il professor Mirko Tavoni indica gli obiettivi possibili

Quale ruolo può svolgere la lingua italiana nel mondo? Il professor Mirko Tavoni, presidente del Consorzio ICoN, interviene sull’argomento con un’intervista rilasciata all’Agenzia Giornalistica 9colonne. Il nostro Notiziario pubblica il testo integrale.

Dopo l’inglese, il francese e lo spagnolo, ma prima del cinese e del tedesco. L’italiano è la quarta lingua più studiata al mondo e la sua promozione è una straordinaria opportunità per far crescere la nostra economia e per rispondere alla domanda d’Italia che c’è all’estero. “La salute, la promozione e il vigore dell’italiano nel mondo è l’altra faccia della capacità dell’Italia di essere presente all’estero con la propria cultura e di difendere i propri interessi economici”. A parlare è il professore Mirko Tavoni, presidente di ICoN – Italian Culture on the Net, Consorzio composto da 19 università italiane che opera in convenzione con il Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale.

ICoN è nato nel 1999 con il patrocinio della presidenza della Camera e con il sostegno della presidenza del Consiglio dei ministri e del Ministero dell’Istruzione con lo scopo di promuovere e diffondere la lingua e la cultura dell’Italia nel mondo attraverso il web. “L’insegnamento dell’italiano e la formazione continua degli insegnanti non può prescindere dalla dimensione della rete e dell’e-learning – sottolinea Tavoni -, una risorsa fondamentale per promuovere la lingua”: potenzialità enormi a costi contenuti. Secondo il presidente di ICoN, “l’internazionalizzazione dell’economia e la diffusione della cultura italiana sono due facce dello stesso processo che si aiutano a vicenda: basti pensare a quanto sia importante il Made in Italy per l’economia italiana”. In questo senso, “esiste una politica del ministero degli Affari esteri dedicata al sostegno dell’Italia nel mondo, come si vede anche dall’iniziativa degli Stati generali della Lingua italiana in Germania, patrocinata dal Consolato”.

La promozione. Anche Renzi, intervenendo alla scuola di formazione politica del Partito democratico, ha ribadito che “la riforma dell’insegnamento della lingua italiana all’estero, sulla quale il governo si è impegnato a intervenire attraverso una delega nella ‘Buona Scuola’, è una priorità per il Paese”. Una consapevolezza che però deve fare i conti con la questione delle risorse: “Le politiche a favore della lingua e cultura avrebbero bisogno di essere rafforzate” perché “per tutto ciò che riguarda cultura, ricerca e istruzione, l’Italia spende meno dei partner europei”. I soldi sono pochi, la coperta è corta, ma, sottolinea Tavoni, “c’è un grande spazio per sostenere la cultura italiana che è poco utilizzato” ed è “attraverso investimenti privati”: la promozione della lingua e cultura italiana e la promozione delle industrie viaggiano sullo stesso binario. Dal Maghreb, al Medioriente fino al Brasile: “Ci sono grandi gruppi industriali o Pmi che operano all’estero e potrebbero fare di più per aiutare la lingua italiana e non solo e non tanto per solidarietà verso quella cultura a cui devono tanto, ma per un fattore di investimenti e di interesse”. Spendere di più, quindi, ma anche spendere bene. “In modo più mirato”, sottolinea il presidente di ICoN, magari in Paesi dove c’è una grande domanda di Italia. La Germania, per esempio, “è un Paese dove c’è stata e c’è una grande emigrazione italiana e dove l’attenzione culturale verso il nostro Paese è molto forte”. Berlino in primis, ma anche Monaco e Stoccarda dove si trova “un’impressionante rete di Pmi italiane che danno lavoro a decine di migliaia di lavoratori tedeschi, italiani e non solo” continua Tavoni spiegando che si tratta di un “fenomeno sociale importantissimo”.

La rete. Ma la promozione dell’ italiano è molto importante anche nel resto d’Europa, in America del nord e del sud e nei Paesi emergenti. Qui scende in campo ICoN che, spiega Tavoni, “da 15 anni è specializzato nella promozione della lingua e cultura italiane attraverso la rete”. Tra le esperienze più interessanti l’insegnamento online della lingua italiana a studenti stranieri: “Abbiamo fatto corsi a migliaia di discendenti trentini nel mondo, finanziati dalla Provincia autonoma di Trento”. “Ci siamo poi inseriti nel progetto ‘Scienza senza Frontiere’ che si proponeva di favorire la mobilità internazionale degli studenti brasiliani verso università e centri di ricerca di alta qualificazione nel resto del mondo – spiega Tavoni -: più di 1500 studenti hanno potuto studiare italiano online prima di venire in Italia facilitando così l’inserimento”. Senza dimenticare la formazione continua degli insegnanti: “Attraverso corsi che si svolgono in internet si creano classi virtuali formate da insegnanti di nazionalità diverse e questo è uno strumento interattivo e socializzante”. Idee chiare anche per il futuro: l’anno prossimo il Consorzio si impegnerà “in un’azione volta ad attrarre studenti di tutto il mondo nelle università italiane”. La partita della valorizzazione della cultura italiana si gioca infatti anche, e soprattutto, in casa: “Gli studenti sono le future classi dirigenti, un investimento incredibile che darà frutti per decenni”. Un’azione nuova su cui, assicura Tavoni, ICoN si impegnerà “ad attivare i canali di comunicazione verso le comunità di tutto il mondo”.

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