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Un cambiamento a 180°

Juana Vélez Alarcón è una studentessa del corso di laurea ICoN che ha deciso di dare una svolta alla sua vita per seguire la sua vocazione: insegnare lingua e cultura italiana. Attenzione: quest’intervista è vivamente consigliata a tutti coloro che hanno fiducia nei propri progetti e nelle proprie passioni, o che se non ce l’hanno… la stanno cercando!

Buongiorno, Juana! Vuoi presentarti ai nostri lettori? Qual è la tua storia sino a qui?

Mi chiamo Juana e sono colombiana, attualmente vivo a Bogotà. Ho 34 anni, sono sposata e ho un cane e un gatto. Sono vegetariana e amo l’Italia e l’italiano. Ho studiato Ingegneria industriale qui e ho lavorato per 10 anni in questo settore. Ho vissuto un anno e mezzo a Barcellona, dopo aver finito l’università: in quel periodo ho visitato per la prima volta Roma e mi sono innamorata dell’Italia. Dopo alcuni andirivieni sono andata a vivere in Argentina per 5 anni. Ormai sono 3 anni che sono ritornata a Bogotà e che faccio un nuovo mestiere, quello che mi rende felice: divulgare la lingua e la cultura italiana in Colombia.

Da cosa nasce la tua passione per la lingua e cultura italiana?

Quando vivevo in Argentina ho iniziato a studiare italiano alla Società Dante Alighieri, semplicemente per piacere e per fare qualcosa di diverso al mio lavoro. Siccome l’italiano richiamava molto la mia attenzione e avevo una sede della Dante vicino a casa mia ho cominciato a studiarlo. Ho studiato per tre anni e mezzo con la migliore professoressa che ho avuto in tutta la mia vita, Karina Demaria. Non solo ho imparato la lingua, ho anche imparato molto sulla cultura italiana e ho cominciato ad amare di più il paese e la sua cultura.

Che legami ci sono tra l’Italia e il Sud America?

In Argentina avevo moltissimi amici che erano di nazionalità italiana e l’influenza degli italiani sulla cultura argentina è molto forte, perciò per me questo è stato il legame iniziale. Con il tempo ho cominciato a leggere di più sul paese, la storia, l’attualità, la politica e tante altre cose e l’italiano è diventato il mio “hobby” preferito. La Colombia non ha un legame molto forte con l’Italia (a differenza paesi come Brasile, Venezuela, Argentina ecc.) però negli ultimi giorni la popolazione italiana in Colombia è cresciuta abbastanza e anche la quantità di gente che vuole andare in Italia per studiare. Di conseguenza, anche l’attività culturale riguardo ai rapporti tra l’Italia e la Colombia è cresciuta e questo rende più piacevole il mio lavoro.

Come ci hai scoperto? Com’è stata l’esperienza sin qui?

Dopo alcuni anni di lavoro ho cominciato ad annoiarmi molto. Nel 2016 ho deciso di fare un cosa totalmente diversa, un cambiamento a 180º, e grazie al supporto della mia famiglia ho cambiato mestiere e ho deciso di insegnare l’italiano. È stato così che ho conosciuto ICoN: ho cercato molto su internet e ho visto il CV di alcuni insegnanti di italiano nel mondo, molti avevano la Laurea di ICoN. Cercavo un modo di raggiungere un livello più alto riguardo alla lingua e alla cultura senza dover andare in Italia, perché non era una cosa che potessi permettermi in quel momento. Ho vinto una borsa di studio e ho cominciato a gennaio 2018 il percorso didattico-linguistico in modalità tutorato. Ho appena finito il primo anno e credo che sia stato assolutamente positivo e arricchente!

Hai scelto un percorso di studio particolare, e in una modalità non molto diffusa: quando ne parli (se ne parli!) quali sono le reazioni delle persone? Conosci altre persone che studiano in e-learning?

Studiare in modalità e-learning per me è stato molto sfidante, è geniale poter gestire il tuo proprio tempo e poter fare le cose di cui hai bisogno ma allo stesso tempo devi essere molto organizzata per poter ottenere il massimo dello studio e compiere con tutte le attività proposte. Quando parlo alle persone di quello che faccio e come lo faccio, quello che sembra molto strano è che sia una laurea, che abbia una durata così lunga. Trovano molto interessante che in Italia ci siano cose del genere. Conosco alcune persone che hanno fatto percorsi post-laurea in modalità e-learning e penso che oggigiorno sia una scelta molto buona e comoda.

Sei più stata in Italia dopo la prima, folgorante esperienza?

La prima volta che sono andata in Italia è stata a Roma nel 2009, soltanto 4 giorni ma abbastanza per innamorarmi di tutto quello che avevo visto e sentito. Poi nel 2017, dopo aver deciso di cambiare vita, sono andata a Roma a studiare un mese presso la Dante e poi ho fatto un bel giro insieme a mio marito da Sud a Nord, abbiamo visitato circa 35 città e paesini (Roma, Napoli, Pompei, Capri, Matera, Siena, Vinci, Taormina, Firenze, Pisa, Cinque Terre, Venezia, Milano, Como e altre) ed è stato un giro bellissimo, ho conosciuto tanta gente bellissima, tante nuove abitudini, tanto cibo buonissimo, insomma, un viaggio da favola.

Se potessi visitare una delle università socie, quale sarebbe? E perché?

Mi piacerebbe molto visitare l’Università di Bologna e l’Università per stranieri di Siena. La prima, dato che è l’università più antica del mondo e la seconda perché Siena è una città incantevole.

Per concludere, vuoi parlarci dei tuoi progetti?

Ho creato un progetto personale nel quale condivido informazioni sulla lingua e la cultura italiana in spagnolo: si chiama Italiano al Caffè ed è un blog. È anche il mio “marchio di fabbrica” con i miei alunni. Lo scopo principale del progetto è quello di divulgare la lingua e la cultura italiana nei territori dove si parla spagnolo, almeno per adesso. Il 30 novembre ha compiuto un anno! Il mio obiettivo personale, invece, sempre è stato e sarà diventare un’eccellente professoressa d’italiano e di promuovere la passione che ho per l’italiano.

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